COREGLIA ANTELMINELLI
A cura del Comune di Coreglia Antelminelli
Chiesa di S.Martino: interno (dipinto
di B. Nutini)
Coreglia Antelminelli
Coreglia Antelminelli, antichissimo castello, fu prima feudo dei Rolandinghi signori di Loppia, quindi sentinella avanzata della repubblica lucchese. Per più secoli campo di lotte continue e feroci, difesa dalla parte Guelfa, resisté nel 1316 a Castruccio Castracani, che dopo 58 giorni di assedio riuscì a farsene padrone ricorrendo allinganno. Militarmente potenziata dal grande capitano lucchese, passata col tempo insieme alla sua vicaria a Francesco Castracani, raggiunse il maggiore splendore verso la metà del XIV sec. grazie a questo signore, che non solo ne accrebbe probabilmente la chiesa dotandola di insigni opere darte, ma anche si fregiò del nome di Conte di Coreglia ( 1355 ). Dopo il 1369 la sede dellantica vicaria passò da Coreglia a Borgo a Mozzano. Nella prima metà del secolo condotti contro le vicine località dai fiorentini e dai loro alleati, rimase sempre fedele a Lucca. Tale fedeltà venne premiata dalla repubblica nel 1562 con la costruzione del Commissariato di Coreglia che in pratica diede vita allentità comunale tuttoggi esistente. A ricordo degli Antelminelli, che in questo territorio, nel Medioevo, furono prima vicari poi conti, il paese di Coreglia con decreto ministeriale del 1862 ebbe la denominazione di Coreglia Antelminelli. Patria dei primi "figuristi" che diffusero nel mondo larte del gesso, ebbe nel secolo scorso figli che generosamente parteciparono alla campagne del Risorgimento, o che si distinsero per le loro capacità artistiche o le loro qualità di scienziati. Tra i maggiori monumenti di Coreglia ricordiamo: lantichissima chiesa protoromanica di S.Martino, allinterno ancora nelle sue forme originali, la chiesa romanica di S.Michele, la poderosa torre campanaria e numerose opere di scultura fra cui S.Michele e lAnnunciazione del XIV secolo. In fatto di architettura militare, di notevole interesse sono: i resti dellantica rocca, nel cui seno si snodano tortuose gallerie, il forte, le porte, le mura castellane di epoca medievale (lato nord) e rinascimentale (lato sud).
Piano di Coreglia
Prima del Mille faceva parte del piviere di Loppia la "villa" di Cistrignana, facilmente identificabile in una terra situata al di qua del torrente Ania.
Ma di tale "villa" dopo il XII secolo non si ha più notizia, come decadono dimportanza paesi limitrofi quali Manciana, Curchi ed Ansuco. Nonostante ciò sappiamo che nel 1257 esisteva in località Nestrignana, identificabile nellantica Cistrignana da un Berto della famiglia dei Porcaresi, compare nei diplomi imperiali del 1185 e del 1242 come una delle fortezze più ragguardevoli della Garfagnana.
La più antica notizia che abbiamo intorno a tale località risale al 1171, anno in cui i lucchesi sconfitti i pisani presso Mozzano, lo ritolsero a questi che se ne erano impadroniti mettendolo a ferro e a fuoco. Lo troviamo menzionato con la sua chiesa parrocchiale di S.Lucia nel "Libellus Extimi Lucanae Diocesis" (1260), nella "Decima della Tuscia" (1276-77) e nel catalogo delle chiese della diocesi di Lucca del 1387; figura poi tra i comuni della Contea di Coreglia, nel diploma Imperiale dell'8 maggio 1355 e infine in una carta del 1378, dove sono enumerate le città ed i castelli della Toscana fedeli all'Imperatore. Poi di Colle Bertingo, probabilmente distrutto da Niccolò Fortebracci, più nessuna traccia. Dopo la metà del secolo XVI, quando venne costituito da Lucca il Commissariato di Coreglia, gli abitanti di Nestrignana, Colle Bertingo, Manciana e Curchi entrarono a far parte di questa comunità come uomini del Piano di Coreglia. E con questo nome il paese è arrivato fino a noi, serbando il ricordo dei due centri più antichi nelle annuali fiere di S.Lorenzo (10 agosto) e S.Lucia (13 dicembre).
Ghivizzano
Ghivizzano, dalla fine del X (la più antica notizia risale al 983) alla seconda metà del XIV secolo fu feudo e giurisdizione dei Rolandinghi, poi dei Castracani che lo elessero a residenza familiare e a centro delle loro operazioni militari. La sua importanza crebbe notevolmente sotto Francesco Antelminelli, prima vicario poi conte di Coreglia, che dal 1329 al 1355 dimorò a lungo in questo castello con la moglie Giovanna e il figlio Filippo, quindi con la seconda moglie Tobiola dalla quale ebbe più figli. Dopo la sua morte, avvenuta violentemente per mano dei figli di Castruccio, conservando la giurisdizione su tutta la vicaria della montagna abitò a Ghivizzano Nicolao, figlio di Francesco, che ne fu cacciato nel 1369. Da allora Ghivizzano rimase pacifico possesso di Lucca, eccezion fatta per gli anni successivi al 1438 durante i quali, espugnato da Francesco Sforza, alleato di Firenze, divenne fino al 14 maggio 1441 un minuscolo potentato del famoso capitano. Poi tornò a far parte dello Stato lucchese. Lingresso al paese è dato da una porta ad arco, cupa e solitaria, da cui si snodano la via piastronata che conduce al centro e la via Sossala (sub sala= sotto il palazzo), con cielo a volta illuminato solo da feritoie. Tale via avvolge il settore meridionale del castello, e dove si apre conduce ad ammirare archi, ripide scalette, ballatoi di legno sospesi, finestrini in mattone, torri divenute terrazze.
La chiesa di S.Pietro, innalzata nel 994 dai Rolandinghi, restaurata e ingrandita in pieno periodo romanico dai Castracani, come tuttoggi rivela la parte di mezzogiorno impegnò architetti e scultori, che dalla fusione della pietra col marmo trassero effetti resi superbi da figurazioni ovunque inserite a simboleggiare la fede di quellepoca di ferro. Purtroppo però il mutare dei gusti e per ultimo un violento terremoto, sconvolsero la purezza dellantico disegno, e solo dei particolari sopravvivono che fanno rimpiangere tante cose scomparse. Intatti però rimangono il campanile, la scalinata che conduce alla fortezza e la torre; e ben conservati, allinterno della chiesa di S.Pietro, quadri di ottima fattura e un tabernacolo antico, e nella chiesa di S.Antonio lambone di un pulpito e il fonte battesimale quattrocentesco.
Tereglio
Nel III-II sec. a.C. la montagna di Tereglio risulta abitata da tribù liguri come testimonia la necropoli di Margeglio. Ignote sono però le vicende del paese dalla sua fondazione fino al 1287, quando appare tra le comunità a cui erano stati accordati i privilegi della cittadinanza lucchese. Dal 1272 fece parte della vicaria di Coreglia, quindi della vicaria, poi contea, di Francesco Castracani. Castello di grande importanza strategica, fino al 1371 fu lultimo dominio fuedale conservato in terre lucchesi dai figli di Francesco, e successivamente, specie nel sec. XVII, baluardo di difesa della repubblica di Lucca contro le minacce che di continuo giungevano dOltreappennino. Degni dattenzione sono in paese le zone medievali del Fortino e di porta Mezzana, i portali cinquecenteschi, casa Noccorini, la Dogana e casa Giannini, che ripetutamente ospitò nel secolo scorso, al tempo della costruzione della via di Foce da Giovo, la duchessa Maria Luisa di Borbone, letterati e scienziati insigni. Eccezionale infine, per la struttura e le opere darte che conserva (Crocifisso berlinghieresco del sec. XIII, cantoria, soffitto a cassettoni, altari a intarsio, ecc.) è la chiesa parrocchiale, la quale rivela sul fianco nord importanti tracce della primitiva fabbrica romanica (sec. XII).
Panorama Casa per Ferie
Gromignana
Il paese ha origini antiche come rivela la zona fortificata di Camfumalbi, che ha restituito tracce dun castelliere ligure e frammenti di ceramica romana. Con la denominazione di Grimignana e ricordando la prima volta nel 983 dal documento in cui si elencano le terre della pieve di Loppia. Per vari secoli abbiamo conferma della sua esistenza, poi scompare forse distrutto nel 1429 da Niccolò Fortebracci. Infine, dal sec. XVI allalba dellOttocento, i suoi abitanti vengono compresi nella comunità di Coreglia.
Delletà medievale in Gromignana forniscono ancora un valido accenno lesterno della chiesa ed alcuni muri della fortezza sottostanti al campanile.
Un notevole interesse storico sembrano avere gli scavi effettuati a Camfumalbi nei pressi dei Metatelli, dove è stato possibile rinvenire anche tracce di un secondo complesso fortificato, probabilmente di epoca medievale.
Mentre del primo fortilizio di epoca ligure rimarrebbe soltanto la cinta muraria che guarda verso il torrente Segone, del secondo appare invece possibile riportare alla luce lintero reticolato dei muri di base. Per laccertamento del materiale rinvenuto e la continuazione delle indagini sono quindi necessari ulteriori lavori di scavo. Una nuova pagina si sta sollevando sulla misteriosa popolazione ligure, e Gromignana, il paese più piccolo e più disperso della Media Valle del Serchio, balza dimprovviso allattenzione degli amanti di cose antiche e dei curiosi come centro di straordinario interesse.
Nel paese si trova
anche un complesso abitativo denominato “Casa per Ferie”.
Ponte sul
torrente Surricchiana
Calavorno
"Lanno di 1171 Luccha prese Ghivizzano e arse Chalavorno del mese di gennaio".
Questa la prima notizia del paese, che il cronachista Giovanni Seracambi riferisce quando descrive la penetrazione lucchese in Val di Serchio. Il castello e la borgata di Calavorno, costruiti quasi a picco sul Serchio sotto la strada di Vitiana, preesistevano a quella data con la chiesa si S.Nicola. la loro importanza era accresciuta dalla presenza sul fondovalle di un ponte che aveva, lungo la sinistra del fiume, un ospedale per viandanti intitolato a S.Leonardo. detto ospedale rimarrà nel luogo dorigine fino al 1564, quando ne venne costruito uno più grande, oltre la Dezza, in territorio di Ghivizzano. Il ponte invece ebbe nel 1376 una prima ricostruzione finanziata dalle comunità di Coreglia, Ghivizzano, Tereglio, Vitiana, Lucignana, Gioviano, Terzone oltre che dal Consiglio Generale della repubblica di Lucca; subì poi rafforzamenti e modifiche negli anni 1557, 1657, 1690 e 1733. A due arcate, una grandissima, laltra minore, fu soggetto a radicali modifiche poco prima dellultima guerra. Fatto saltare dalle truppe tedesche in ritirata e sostituito da un ponte militare in ferro da quelle americane, ebbe la sua ennesima ricostruzione non più nel solito luogo, ma a poche decine di metri di distanza, verso la chiesa.
Denominato Capanne di Vitiana fino ai primi del secolo, Calavorno riprese lantico nome quando la via provinciale e la stazione ferroviaria trasformarono i casolari cresciuti intorno al ponticello della Surricchiana in un centro di comunicazioni di vivace impegno commerciale.
Vitiana
Vitiana si annuncia da lontano senza nulla nascondere. Una volta giunti nella piazza, le cui case fanno da contorno ad un oratorio di puro Rinascimento adornato daffreschi, il paese sembra dileguarsi allocchio indiscreto. Per trovarlo bisogna seguire strade tortuose, ripide, che si piegano alla maestà dei muri, sulle cui pietre il tempo ha una misura di secoli.
Il sagrato è un balcone che fa da erbosa soglia alla chiesa; cadente e piena di fascino è la canonica, austera la torre. Nella cella campanaria muti sono i bronzi che commentarono gioie e pene.
La più giovane di queste campane, del 1729, porta come unico fregio un Crocifisso. Le altre due sono gemelle e risultano fuse nel 1401. La prima, su di un rigo, in alto porta liscrizione: +MENTEM: DEO: PATRI(ae): LIBERATIONEM: MCCCCI; la seconda, sempre in alto su di un rigo, reca invece incisa la dedica al Santo patrono: +SANCTI: SILVESTRI: DE: VITIANA: M.CCCCI.
Ambedue si uniformano nella preziosità dei fregi raffigurati, sui lati opposti, larcangelo S.Michele e la Madonna, che racchiudono nella parte centrale tre croci sovrapposte, di cui una grande posta su tre gradini, interamente avvolta dalla vite, simbolo di Vitiana.
Lucignana
Il paese, come tanti altri della media Val di Serchio, fino al sec. XII fu il potere dei Rolandinghi. Passò quindi ai Bizzarri, loro successori, i quali ne conservarono la signoria per ancora un secolo. Tracce di questo minuscolo potentato sono ancora visibili nella parte alta del paese, dove si può ammirare la suggestiva porta che faceva capo alla rocca, e il palazzo cinquecentesco dove la comunità teneva le sue riunioni. Interessanti sono a Lucignana certe pietre di case, ricche di fregi e di incisioni, provenienti forse dalle antiche dimore dei Bizzarri, e la chiesa parrocchiale (sec. XII) che, pur trasformata nei secoli, rivela le primitive strutture romaniche sul lato prospiciente alla strada.
Distanze da Coreglia:
LUCCA km. 38
PISA km. 58
LIVORNO km. 80
FIRENZE km.110
PISTOIA km. 80
VIAREGGIO km. 56
SIENA km. 144
Notizie storiche a cura del Prof. Guglielmo Lera